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||* NEWS *|| SCUOLA: VIA LIBERA ALLE GIORNATE DELLO SPORT NEL 2020, CONTRIBUTO REGIONALE DI 150 MILA EURO PER INCENTIVARE LA LIBERA INIZIATIVA DEGLI ISTITUTI

Da tre anni le Giornate dello Sport sono inserite nel calendario scolastico del Veneto, in tutti gli istituti di ogni ordine e grado, pubblici e paritari. Dal 28 al 29 febbraio 2020 sono in programma i prossimi eventi e la Regione conferma il proprio sostegno organizzativo e finanziario alla programmazione delle scuole stanziando 150 mila euro di contributi e definendo con una apposita delibera le linee guida e le modalità organizzative delle Giornate dello Sport per l’anno scolastico 2019-2020.

La Regione invita le scuole a promuovere l’attività sportiva non solo con approfondimenti interdisciplinari, ma anche dal punto di vista pratico, privilegiando la collaborazione con le società sportive dilettantistiche, in grado di fornire agli studenti percorsi sportivi a prezzi agevolati anche al di fuori delle Giornate dello sport. Un’attenzione particolare è riservata ai progetti che fanno conoscere gli sport invernali nei comprensori sciistici del Veneto. Proprio per favorire la pratica diretta dello sport le scuole possono organizzare l’attività sportiva ‘outdoor’ anche in periodi diversi da quelli indicati dal calendario scolastico: dal 7 gennaio fino alla chiusura degli impianti, per gli sport invernali; e dal 29 febbraio al 15 maggio per gli altri sport all’aria aperta.

Gli istituti scolastici avranno tempo sino al 31 ottobre per presentare i progetti delle Giornate 2020. I contributi regionali privilegeranno le iniziative ‘di rete’ che collegano più scuole, progetti inclusivi rivolti agli studenti con disabilità, accordi di collaborazione e di cofinanziamento tra scuole, associazioni sportive ed enti del territorio e, infine, progetti che prevedano il coinvolgimento diretto delle famiglie.

Il Veneto è stata la prima regione in Italia ad aver introdotto questa novità nel calendario scolastico e dopo tre anni di esperienza, che hanno visto la crescente partecipazione da parte delle scuole e progetti di qualità, la scelta non può che essere quella della conferma e del consolidamento di questa opportunità educativa, nella convinzione che lo sport non è solo salute e prevenzione, ma soprattutto educazione ai valori e strumento di inclusione, conoscenza e cultura. Attenzione viene rivolta ai progetti delle scuole che prevederanno iniziative educative contro la droga e il doping al fine di veicolare attraverso lo sport l’acquisizione  di competenze rivolte alla conoscenza di sé e delle proprie capacità, e quindi lo sport diventa strumento di benessere e di autoconsapevolezza, generatore di salute psicofisica e addestramento agli obiettivi e alle regole.

Nello scorso anno scolastico sono stati 329 i progetti finanziati dalla Regione Veneto (205 per gli sport vari e 124 per gli sport invernali) con il coinvolgimento di 590 mila studenti delle scuole di ogni ordine e grado, nelle sette province venete. Nell’anno scolastico 2017-18 i progetti finanziati erano stati 305, di cui 99 dedicati agli sport invernali. Nel primo anno di avvio della sperimentazione (2016-17) i progetti finanziati furono 298, di cui 80 dedicati agli sport invernali.

 

Cultura

Cultura veneta a scuola, finalmente! Conoscere la nostra storia per continuare a innovare.

Un altro passo in avanti, anzi una pietra miliare, per la nostra Regione che, nella sala Capitolare della Scuola Grande di San Rocco a Venezia ha visto la firma del governatore Luca Zaia e il Ministro dell’istruzione Marco Bussetti sul protocollo d’intesa “per lo sviluppo delle competenze degli alunni in materia di storia e cultura del Veneto”.

Per me è un momento storico, perché il cammino per arrivare a questa decisione è stato lungo ma fortemente – e plebiscitariamente – condiviso dai Veneti con il referendum sull’Autonomia del 22 ottobre 2017. Mi sono emozionata – anche un po’ commossa – perché dopo tanti anni noi Veneti vediamo un atto importante come questo finalmente riconosciuto e sottoscritto dal Governo nazionale.

Il nostro sentirsi Veneti non è un’etichetta politica, ma il cuore di una storia di qualche millennio. È un sentimento innanzitutto culturale, che diventa poi economia e stile di vita. Come non si può non comprendere, infatti, che la nostra mentalità, la nostra intraprendenza, la nostra solidarietà e il nostro desiderio di autonomia hanno una storia antica? Lo sapevano bene già i Romani e l’abbiamo dimostrato in oltre 1.000 anni di Serenissima, quella Repubblica di Venezia che fu capace di costruire un sistema politico ed economico originale, assolutamente nuovo e diverso da quello dei tanti altri staterelli della Penisola.

Arte, cultura, genialità, intraprendenza e saper fare sono cose che incontriamo ovunque nel territorio veneto (basti citare l’Università di Padova – fra le più antiche al mondo – le ville venete, la stessa Venezia…) e che troviamo nell’innovazione, nella tecnologia delle nostre aziende e nel loro saper generare innovazione e conquistare mercati in ogni parte del mondo.

Il produrre benessere è parte di noi, ed è sacrosanto che ogni generazione che affronterà il futuro nella nostra Regione abbia la consapevolezza e l’orgoglio di sapere da dove veniamo, da dove arriva il nostro modo d’essere. Il miracolo del NordEst non è una botta di fortunate coincidenze, ma il risultato di almeno tremila anni di cammino.

Grazie a tutti quelli che hanno reso possibile questo risultato, Presidente Zaia in testa, per la caparbietà e sagacia con cui difendono questo vantaggio competitivo – la nostra cultura – facendo in modo che diventi parte della formazione scolastica.

Non è solo questione d’identità, in ogni caso fondamentale, ma anche e soprattutto salvaguardia di valori quali la conoscenza, l’intraprendenza, l’innovazione, la solidarietà, la genialità e il coraggio.